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L'ultimo Rapporto Osmed porta alla luce quello che sembra essere un vero e proprio abuso di oppioidi fra gli anziani

Meno antibiotici e più antidolorifici: è questo il nuovo trend degli italiani in quanto a consumo di farmaci. A svelarlo è l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) con il Rapporto Osmed relativo all'uso dei farmaci nella popolazione generale nei primi 9 mesi dell'anno appena trascorso. La top 5 dei farmaci più consumati vede confermarsi al primo posto quelli per le patologie cardiovascolari, seguiti dai farmaci per l'apparato gastrointestinale e metabolismo, da quelli per le patologie del sangue, da quelli per il sistema nervoso (fra cui spiccano gli antidepressivi) e da quelli per il sistema respiratorio (antiasmatici primi fra tutti). Se ci si sofferma, invece, sulla spesa pubblica il primo posto della classifica è occupato dagli antitumorali e i farmaci per il sangue slittano al quinto posto. Da parte loro, gli antibiotici registrano una riduzione sia al consumo (-4%) che a livello di spesa (-3,8%). Le Regioni più virtuose sono la Liguria (dove è stata registrata una riduzione dei consumi pari al 7,8%), la Toscana (-7%) e la Provincia Autonoma di Bolzano (-6,8%); Campania, Puglia e Calabria sono invece le Regioni d'Italia caratterizzate dal consumo più elevato di questi farmaci.

L'ultimo Rapporto Osmed porta alla luce quello che sembra essere un vero e proprio abuso di oppioidi fra gli anziani

Meno antibiotici e più antidolorifici: è questo il nuovo trend degli italiani in quanto a consumo di farmaci. A svelarlo è l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) con il Rapporto Osmed relativo all'uso dei farmaci nella popolazione generale nei primi 9 mesi dell'anno appena trascorso. La top 5 dei farmaci più consumati vede confermarsi al primo posto quelli per le patologie cardiovascolari, seguiti dai farmaci per l'apparato gastrointestinale e metabolismo, da quelli per le patologie del sangue, da quelli per il sistema nervoso (fra cui spiccano gli antidepressivi) e da quelli per il sistema respiratorio (antiasmatici primi fra tutti). Se ci si sofferma, invece, sulla spesa pubblica il primo posto della classifica è occupato dagli antitumorali e i farmaci per il sangue slittano al quinto posto. Da parte loro, gli antibiotici registrano una riduzione sia al consumo (-4%) che a livello di spesa (-3,8%). Le Regioni più virtuose sono la Liguria (dove è stata registrata una riduzione dei consumi pari al 7,8%), la Toscana (-7%) e la Provincia Autonoma di Bolzano (-6,8%); Campania, Puglia e Calabria sono invece le Regioni d'Italia caratterizzate dal consumo più elevato di questi farmaci.

La presentazione del Rapporto Osmed sembra però essere stata l'occasione per soffermarsi soprattutto su un altro dato, l'aumento del consumo di antidolorifici, che sembra preoccupare non poco gli esperti. Rispetto allo stesso periodo del 2013, nei primi 9 mesi del 2014 il consumo di oppioidi è infatti cresciuto del 9-13%; stando alle informazioni riportate da Luca Pani, direttore generale dell'Aifa, per alcuni antidolorifici l'aumento sarebbe stato addirittura del 32%. La situazione dipinta dal Rapporto è insomma quella di un consumo eccessivo. “Abbiamo registrato un aumento degli oppioidi che è fuori da una correttezza della prescrizione medica – ha commentato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – Dietro c'è, dunque, un tema sociale, che sicuramente segnala un forte disagio nella popolazione e una necessità di incrementare i servizi territoriali di supporto anche di tipo psicologico per le persone che possono attraversare una fase di difficoltà”.

Come ha spiegato Pani, fino a che non è entrata in vigore la legge sulle cure palliative i medici hanno mantenuto un atteggiamento “abbastanza restrittivo” in termini di prescrizione degli oppioidi. Quello che è emerso dal Rapporto Osmed è un vero e proprio ribaltamento della situazione, che ora assumerebbe le sembianze di un abuso, concentrato soprattutto nella popolazione anziana, che secondo Lorenzin “nulla ha a che fare con la terapia del dolore”. Per questo secondo il ministro il consumo degli oppioidi resta “un ambito su cui bisogna lavorare”.

 

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